Rileggere una delle pagine politiche più contraddittorie e complesse della vita politica italiana è utile e necessario anche per comprendere le dinamiche concrete che hanno caratterizzato un territorio circoscritto e coeso come il pinerolese. Mi riferisco, nello specifico, al passaggio dalla prima alla seconda repubblica e ai profondi e radicali cambiamenti politici che sono decollati dopo quella "rivoluzione". Sono scomparsi vecchi e tradizionali partiti, a cominciare dalla Democrazia Cristiana. Al contempo, sono nati nuovi attori politici e anche, seppure solo in parte, una nuova classe dirigente. Travolti i vecchi equilibri a vantaggio di nuovi assetti. E, soprattutto, è stata archiviata definitivamente una stagione politica, culturale, sociale ed organizzativa che anche nel territorio pinerolese durava da circa 50 anni.