La morte improvvisa di Camillo Benso di Cavour nel giugno 1861 ha segnato in modo indelebile la storia d'Italia. Idealizzata fin dal principio, la memoria del conte rappresentò a lungo un punto di riferimento cruciale per la classe dirigente chiamata a completare l'unificazione e a consolidare gli esiti del Risorgimento. Il volume ricostruisce la nascita e l'evoluzione di un mito - quello del Tessitore - seguendone la parabola lungo l'età liberale: una narrazione concepita per promuovere a livello nazionale l'icona di Cavour quale fondatore dello Stato unitario e grande statista liberale del XIX secolo. Grazie all'impiego di un ampio spettro di fonti, l'indagine si sofferma sulle forme assunte dalla memoria cavouriana e sugli usi pubblici da parte delle varie culture politiche: ne evidenzia i tratti cruciali, i nodi discorsivi, la ricaduta nella sfera pubblica di commemorazioni, ritualità celebrative, monumenti, iconografie e paradigmi pedagogico-patriottici. Scandendo la trattazione per fasi, il libro ripercorre gli itinerari della memoria, tra omaggi e polemiche, e ne esplora la fortuna fino al collasso definitivo dello Stato liberale e all'affermazione del fascismo.