La superstizione è un pensiero irrazionale basato sulla convinzione che alcune azioni o gesti possano influenzare gli eventi futuri e che infrangerli comporti una sventura; un'attività mentale dall'origine ignota e con un significato solo per coloro che la praticano; un'energia che cerca di condizionare gli eventi anche a costo di andare contro ogni logica. La ragione per cui si esercita è inconscia e lontana dalle cause che la giustificano, agisce per abitudine e la caparbietà nel mantenerla deriva più da inerzia che da volontà cosciente. Le ritualità della superstizione sono procedure tese a eliminare il negativo, esorcizzazioni contro forze ignote e minacciose, evidenti a coloro che vi sono soggetti. Esse rassicurano, offrono risposte alle paure, placano le ansie, danno la speranza di sottrarsi a eventi dannosi e offrono soluzioni a problemi che nessuno è in grado di risolvere. Per tale motivo coinvolgono contadino e padrone, ignorante e dotto, popolana e nobildonna, soldato e condottiero, prete e papa e, anche chi le irride, a volte le pratica senza rendersene conto.