Dopo Codice Canalini e Codice Tondelli, acclamati dalla critica e da un buon numero di lettori e addetti ai lavori, arriva il terzo volume della trilogia che ha reinventato il saggio narrativo italiano. Questa volta al centro c'è René Girard, il pensatore francese che ha scoperto il meccanismo nascosto alla base di ogni cultura umana: la violenza collettiva contro una vittima innocente. Milani, che ha pubblicato Girard in Italia e ne ha organizzato l'ultimo confronto pubblico con Gianni Vattimo, racconta la teoria mimetica dall'interno, intrecciando la ricostruzione del pensiero girardiano con la propria esperienza di editore, con la teoria della mente bicamerale di Julian Jaynes, con il pessimismo radicale di Thomas Ligotti, con l'intelligenza artificiale, con la guerra in Iran, con Peter Thiel che tiene lezioni sull'Anticristo a Roma mentre le bombe cadono su Teheran. Un libro che attraversa diecimila anni di storia umana, da Göbekli Tepe ai laboratori di Anthropic, per rispondere a una domanda che nessuno osa formulare: siamo mai stati qualcosa di diverso da una macchina molto sofisticata che ha imparato a raccontarsi una storia?