Il testo si procura un accesso al problema linguistico dell'enunciazione operando una duplice svolta: dalla semiotica del segno alla semantica dell'atto di parola e da quest'ultima di nuovo alla semiotica, riguadagnata, però, ad un livello più radicale: come semiotica del gesto, a partire dal riconoscimento secondo cui l'enunciazione stessa, prima di essere un atto verbale, è movimento di tipo gestuale.