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Ritratto del collezionista da borghese

Sottotitolo non presente

Descrizione

Una riflessione provocatoria sulla figura del collezionista, ritratto come un personaggio ingenuo e spesso ridicolo, mosso da ansie, ossessioni e pulsioni infantili. La collezione diventa accumulo patologico, pratica solitaria e talora moralmente ambigua, sospesa tra desiderio, possesso e furto: le opere, sottratte all'ombra di cantine e soffitte, sono oggetti salvati e insieme sequestrati, nascosti in stanze buie come in una necropoli domestica. Il collezionare erode la vita familiare, occupa la casa, impone segretezza e alimenta fantasie di riscatto sociale, colpa e devozione filiale. Il saggio attraversa il mondo dei mercanti, delle aste, dei rigattieri e delle pratiche del collezionismo, mettendo in luce la prossimità tra tesoro e rifiuto, splendore e degrado. Un affresco impietoso e visionario del collezionare come forma di sconfitta, di desiderio trattenuto e di rapporto patologico con il tempo, il futuro, la memoria.
Ritratto del collezionista da borghese
8,00 €

 
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