Sin dalla sua istituzione la Coppa del Mondo di calcio si è presentata come un evento destinato a esulare dai confini del semplice campo di gioco per diventare una fedele cartina di tornasole degli equilibri geopolitici, un terreno di confronto (e scontro) di "diplomazia alternativa", finendo spesso per rivelarsi come forma di legittimazione per stati che ne avevano bisogno, fino a diventare uno degli strumenti più utilizzati nell'esercizio del soft power anche ai giorni nostri. Anche la stessa governance del calcio è un attore politico internazionale di primo livello, capace di raggiungere traguardi in anticipo rispetto alla classe politica. Oltre a questo, c'è pur sempre il fatto sportivo, che ha fatto infatuare intere generazioni di tifosi, nonostante i tentativi di immolare la passione popolare sull'altare del profitto, come dimostra l'ultima edizione disputata in Qatar, a dir poco atipica. I mondiali di calcio con la loro storia rappresentano un utile strumento per capire i cambiamenti epocali e sociali che hanno attraversato il mondo e sono un valido dispositivo per far appassionare alla storia un pubblico altrimenti indifferente.