Ho intitolato questa nuova silloge "Cantar quel che cuor e estro dettano " (dal titolo della poesia eponima), perché la lirica voce scaturisce soprattutto dal cuore, dal sentimento, dalle passioni e dalle emozioni (e non dall'arido intelletto come la filosofia e la scienza), mediante lo sguardo del poeta che spazia continuamente dal presente al passato e da questo al futuro, tra dubbi e angosce, tra ricerca della Bellezza e ripulsa per l'inestetismo, per l'economicismo e il malcostume della quotidianità. Dall'introduzione dell'autore