Descrizione
Davanti alle Ninfee di Monet, al Museo dell'Orangerie, ci si aspetta la pace. Grégoire Bouillier, invece, sente salire un'angoscia improvvisa, un'oppressione "morbida", come se sotto quella superficie di acqua e luce ci fosse qualcosa di sepolto. Possibile che un capolavoro celebri la vita e, allo stesso tempo, nasconda un segreto? Per capirlo, Bouillier indossa di nuovo i panni del suo irresistibile detective Bmore (con l'assistente Penny a tenerlo lontano dalle derive), e trasforma lo sconcerto in un'indagine febbrile: tra botanica e simboli, biografia e storia, impressionismo e modernità, l'inchiesta lo conduce dall'Orangerie a Giverny, fino al Giappone e ad Auschwitz-Birkenau. A ogni "zoom", una pista; a ogni pista, una domanda più scomoda: che cosa vediamo davvero, quando guardiamo? E quanto i nomi, le etichette, le parole "capolavoro", "armonia", "pace interiore" ci impediscono di vedere? Romanzo-saggio, noir dell'arte, avventura mentale piena di humour e intelligenza, La sindrome dell'Orangerie è un libro che scava sotto la superficie delle immagini e dentro le ossessioni di chi le crea e di chi le contempla. Dopo l'ultima pagina, una cosa è certa: tornare a guardare le Ninfee con occhi nuovi.