Con questa rivisitazione provocatoria del celebre romanzo storico, Guido da Verona rovescia tutti i valori morali e religiosi di Manzoni e crea una parodia scandalosa ambientata nella Belle Époque. Così Lucia diventa una tipica bellezza di provincia, parla francese e, per farsi strada a ogni costo, non si rifiuta a nessuno, tranne che a Renzo. Quest'ultimo viaggia su una Fiat 525, mentre don Rodrigo su una Chrysler. Don Abbondio va a letto con "la perpetua" e converte i vecchi Buoni del Tesoro in Prestito del Littorio... Insomma, un romanzo dissacrante, pieno di cinismo ed erotismo, che ironizza sulla società borghese dell'Italia giolittiana, ma che rimane una lettura di grande attualità.