Descrizione
Umorismo nero, orrore gastronomico e lotta di classe: a casa Lombroso i ricchi banchettano e l'amore finisce... sul piatto. di Guido de Denaro Filippo è un ragazzo idealista e un po' ingenuo. Travolto dalla bellezza luminosa di Vanessa, viene catapultato nell'universo eccentrico e inquietante della famiglia Lombroso. Attorno alla tavola di questa dinastia di gastronomi - Delia, sensuale strega; Adelmo, ortopedico dal sorriso gioviale e dalle mani esperte; Toni, giovane chef ossessionato dalla recette parfaite; e l'ectoplasmatica Greta - si consuma un gioco di seduzione, crudeltà e potere che prende sempre più la forma di un banchetto rituale. Tra un antipasto enigmatico e un vino millesimato, tra audaci avances e visite mediche sospette, Filippo comincia a intuire che in quella villa piena di quadri disturbanti c'è qualcosa di terribilmente sbagliato. Per sua fortuna, nel caos ha una bussola: l'amico Alfredo. Vorace, spontaneo e dotato di un intuito comico e sorprendentemente lucido, Alfredo è l'unico con cui riesce a confidarsi. È lui a smontare le sue paranoie e a crearne di nuove, a offrirgli un appiglio quando la passione lo acceca e il buon senso vacilla. Un amico fedele, di quelli che si fanno carico dei tuoi guai e ti salvano (quasi sempre) dalla tua stessa ingenuità. Goût de chair è un romanzo che mescola humour nero, horror gastronomico e una feroce ironia sulle dinamiche di classe: i ricchi divorano, i poveri vengono divorati - letteralmente o metaforicamente. E mentre Filippo cerca il bandolo della matassa, il lettore si trova davanti a un menu di ricette reali, disseminate nel testo come tracce di un rituale culinario: dall'arrosto di lingua di vitello alla lonza di maiale alla senape, fino a preparazioni insolite che sfidano il palato: qui il cibo non è solo gusto, è trama. Un romanzo che fa ridere, tremare e... venire una fame molto sospetta.