"So fare due sole cose: scrivere e cucinare", dice di sé Guido Mattioni, giornalista di lungo corso e romanziere che, in questo libro, ha messo insieme quelle sue "due sole" capacità. Raccontandoci come usa la fantasia in cucina, ingrediente chiave per dare felicità alle persone care, agli amici, ma anche solo a se stesso. Misurando spesso gli ingredienti a cucchiaiate o a occhio, magari annusandoli, valutando dallo sforzo del polso le consistenze e infine assaggiando. Più che ricette, ama definirle "storie di sapore e di anarchia". Innanzitutto per non sprecare nulla, convinto com'è che perfino una cipolla, un limone o un pezzo di cioccolata abbiano mille vite. Ma anche per rifuggire agli schemi - la sua pacifica anarchia, appunto - incluso l'inamidato protocollo di antipasti, primi, secondi e contorni. Il risultato sono 50 ricette senza confini precisi, apolidi come lui, saporite "fusion" dei ricordi di quello che ha mangiato nella sua vita di inviato speciale in giro per il mondo.