Il Giardino di Calcata come emblema di un pensiero che intreccia il corpo con la terra, l'anima con la luce e il tempo che si rifrange su di essa. Realizzazione compiuta di quella filosofia dell'abitare poeticamente la terra, che è stata il manifesto vivente di Paolo e Giovanna Portoghesi. Luogo dell'attesa degli dèi fuggiti. Ma è anche la metamorfosi interiore di chi cammina, si perde e si ritrova. Si trasforma. L'esperienza dell'autrice, qui narrata, allude ad una nuova coscienza, tra visibile e invisibile.