Descrizione
Nel 1925 Edward Hopper dipinse "House by the Railroad", uno dei suoi quadri più noti, che ispirò a Hitchcock la casa più terrificante della storia del Cinema: quella di Norman Bates in Psyco. A cento anni e un pezzetto da questa icona di America e inquietudine - e a dieci dalla prima edizione - torna in libreria "Volevo dipingere la luce del sole" in versione economica, aggiornata e ampliata. Biografia artistica di Hopper, piccolo compendio di storia del cinema, racconto di come l'una e l'altra si siano influenzate continuamente. Tra stazioni di benzina, case, boschi, donne solitarie, 'diner' e stanze d'albergo, pareti illuminate e sale cinematografiche, Hopper ha condensato nelle sue opere solitudine, alienazione, modernità, desiderio e attesa, raccontando il lato oscuro e quello in chiaro degli Stati Uniti, dell'Occidente, dell'essere umano. Il libro tenta anche una "teoria hopperiana" della Settima arte, analizzando una quantità di film che in vari modi citano le opere dell'artista, e di registi (da Wenders a Lynch, passando per Wong Kar-wai e Antonioni) che hanno preso a modello la sua poetica per riassumere in un'immagine l'angoscia e la gioia di esistere. Sempre cercando la luce, oltre il buio.