La Sognatrice è il grido muto di una donna rinchiusa in un manicomio per aver osato sognare. La sua unica colpa è l'aver desiderato la libertà: un sogno troppo grande per un mondo costruito per contenerla. Tra visioni e deliri, la protagonista racconta l'orrore di una società che cura la ribellione femminile con la violenza e chiama follia il desiderio di indipendenza. Attraverso il linguaggio spezzato del trauma, Abala denuncia un sistema che mutila corpo e mente e lo fa con una voce che non può essere più ridotta al silenzio.