Otto racconti a tema autobiografico, connessi come in un romanzo che va dai sei ai diciott'anni. È l'infanzia e l'adolescenza di Babel', piccolo ebreo di una famiglia sgangherata, prima a Nikolaev, poi Odessa, poi Kiev. Scritti dopo la Rivoluzione, negli anni '20 e '30, quando Babel' era già famoso per l'Armata a cavallo e i Racconti di Odessa, i racconti parlano dei tempi prerivoluzionari, del pogrom di Nikolaev e del 1906, fino al viaggio verso Pietroburgo dove si unirà alla rivoluzione. Sono testi magistrali, della grande tradizione russa (Gogol', Cechov) che si innesta su quella ebraica; lo stile è rapido, pieno di immagini sorprendenti, estremamente godibile, fa ridere e orripilare, unendo una sorta di sbruffoneria a un ironico disincanto. Qui per la prima volta in Italia i racconti sono riuniti e ordinati secondo il progetto di Babel', che non fu portato a termine per l'arresto e l'esecuzione nel 1940.