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Rivendicare l'arte nell'epoca dell'artificio

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Descrizione

Di fronte alla deriva autocratica della politica, alla devastazione capillare della biosfera, al divario economico sempre più drammatico e alla marea montante dell'ansia nella vita di tutti i giorni, cosa può esserci di meno urgente dell'arte? Eppure, proprio all'arte, alla sua capacità di aprire una frattura nel mondo del reale per far emergere la coscienza e l'immaginario, Martel dedica questo manifesto. All'arte che sgretola le barriere tra fisico e psichico, che ci permette di uscire da noi stessi per incontrare gli altri; all'arte che è creazione e non creatività. All'arte come dono che non può essere asservito, altrimenti è semplice artificio. Dai cavalli della Grotta Chauvet alle scimmie di Kubrick davanti al monolite, dalle vette teoriche della Critica del giudizio kantiana all'utopia rasserenante di Avatar: in sei fulminanti capitoli Martel esplora la nascita dell'immaginazione - strumento d'accesso al mondo altro del mito, della poesia e della follia - così come il senso di meraviglia che guida ogni artista propriamente detto; mette in guardia rispetto agli utilizzi dell'arte (pubblicitari, politici, di intrattenimento) in un'epoca assediata da "oggetti estetici" che mirano a manipolare; si interroga sulla bellezza come funzionalità, come proprietà o come scopo. Un'opera «leggiadra e profetica», come la definisce Donna Tartt nella sua introduzione, che invita all'esperienza e all'incontro: un libro per ripensare il ruolo dell'arte nel nostro secolo, per abbracciare il mistero e il terremoto, la gloria del sogno e l'unicità dell'esistenza.
Rivendicare l'arte nell'epoca dell'artificio
22,00 €

 
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