Descrizione
Che cosa significa essere italiani "per diritto di lingua"? Questo volume affronta una delle questioni sociali e socio-linguistiche più attuali e complesse: l'autorappresentazione delle seconde generazioni in Italia, che viene qui indagata attraverso la lente della lingua. Dall'italiano elastico e creativo delle autrici G2 alle contaminazioni linguistiche del rap, dove l'incastro di italiano, francese e arabo diventa cifra stilistica e identitaria, fino alle prime prove di registi e fumettisti di seconda generazione, il libro esplora come i figli e le figlie di migranti - nati o cresciuti in Italia - abbiano trasformato l'italiano in uno strumento di identità, rivendicazione e creatività. Il percorso si apre con i dati demografici e le sfide terminologiche ("G2", "nuove generazioni", "italiani col trattino"), per poi ripercorrere la storia degli studi sulle scritture migranti e approdare alle teorie più recenti, che incrociano transmedialità, neoplurilinguismo e il concetto di post-migrazione. Attraverso un approccio interdisciplinare, il volume evidenzia come la lingua italiana, lungi dall'essere un codice neutro, si configuri come spazio di negoziazione culturale e come veicolo di nuove forme di appartenenza. Il concetto di ius linguae, proposto dall'autore in analogia con le formule giuridiche sulla cittadinanza (ius soli, ius sanguinis), sintetizza questa prospettiva: il diritto di essere italiani attraverso la lingua e il diritto di trasformare la lingua stessa, arricchendola di voci, immagini e immaginari provenienti da altrove.