«Dobbiamo incontrare molti fantasmi, dissolvere molti spettri, conversare con molti morti, dare voce a molti muti, a cominciare dall'infans che siamo ancora, dobbiamo attraversare molte ombre per trovare finalmente, forse, un'identità che, per quanto vacillante, tenga e ci tenga. La vita è inquieta. La vita e la morte sono inconcepibili». Vincitore del premio Valery Larbaud nel 2004.