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Storia della vanità

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Descrizione

«La vanità era l'alfa e l'omega del carattere di Sir Walter Elliot [...] considerava la benedizione della bellezza seconda solo a quella del titolo di baronetto», scrisse Jane Austen in Persuasione. Eppure, come dimostra ampiamente John Woodforde, non sono solo i personaggi dei romanzi ad aver coltivato la vanità: nel corso della storia uomini e donne hanno sempre cercato di apparire più giovani, più forti, più affascinanti agli occhi degli altri. Questo libro racconta la lunga storia della vanità e i molteplici espedienti con cui, dall'antica Roma ai giorni nostri, si è tentato di conservare giovinezza e vigore. L'autore si addentra nell'universo dei vestiti e dei travestimenti del corpo, descrivendo l'impiego di accessori insoliti come i polpacci artificiali o le brache imbottite, fino ai cosmetici che nei secoli hanno esaltato i tratti: dalla biacca al succo di belladonna, utilizzati nel Medioevo per mettere in risalto i lineamenti. Non mancano riflessioni sugli atteggiamenti e sulle buone maniere, come l'avvertimento di Lord Chesterfield al figlio, nel 1853, contro risate «illiberali e maleducate». Altri capitoli sono dedicati al dandy, alla chirurgia estetica, alle protesi e ai trapianti di denti, alle parrucche e alla moda dei capelli, fino a tacchi, stivali e cappelli. Ampio spazio è dato anche ai mestieri nati per soddisfare i bisogni dei vanitosi, come i produttori di parrucche e di eleganti cofanetti per custodirle. Il volume ripercorre usi e abusi della vanità nei secoli. In un'epoca che persiste nell'essere dominata dall'immagine, Storia della vanità appare più attuale che mai.
Storia della vanità
18,00

 
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