Pubblicato nel 1929, il libro è uno dei maggiori contribuiti alla fondazione della riflessione sociologica contemporanea. A esso si deve la coscienza che forme e oggetti del pensiero si evolvono in relazione al proprio contesto storico-sociale. Mannheim smaschera deformazioni e parzialità contenute in qualsiasi produzione ideale. Ma se l'ideologia è incapace di trasformare l'esistente, l'utopia, al contrario, produce mutamenti della realtà, crea nuove forme di comportamento e di società, elabora valori originali. La scomparsa dell'utopia porta a una condizione statica in cui l'uomo non è più che una cosa.