Primi anni '70, il sole e il mare di Sabaudia sullo sfondo a scandire una vita semplice, fatta di lavoro e di affetto. All'improvviso una tragedia familiare segna lo spartiacque nella vita di Chicco, che dovrà decidere tra farsi trascinare negli abissi del dolore e imparare di nuovo a vivere. Sceglie la strada dell'impegno, del lavoro e dello studio. «Se devi fare una cosa, falla bene» gli aveva detto Adolfo, il padre amatissimo e perso troppo presto. Sarà un mantra che lo accompagnerà per tutta la vita. La prima vacanza con gli amici, il primo negozio, i primi lavori fuori Sabaudia. E poi Roma, Milano, Riccione. Senza dimenticare l'esperienza a New York dove il coworking è già più che un'idea. Nella Grande Mela passano capelli di tutti i tipi: asiatici, africani, se non difficili comunque rari da incontrare nell'Italia degli anni '90. Intanto in Italia sperimenta: dai frullati di frutta in testa alla psicologa, nei suoi negozi c'è sempre qualcosa di nuovo. Non c'è una meta, perché fissare una meta sarebbe come stabilire una fine. Ormai è Kikó e di quel ragazzino scuro come un chicco di caffè ha mantenuto la voglia di andare avanti, costellata di riconoscimenti, il più prestigioso a Montecarlo, e di successi che l'hanno portato a creare la propria linea di prodotti, la Kìhairlab, che rappresenta il suo percorso di capelli tra le mani.