L'alpinismo himalayano degli ultimi anni ha segnato record impensabili per i grandi degli anni Ottanta, come Reinhold Messner o Jerzy Kukuczka, che hanno impiegato anni per realizzare il sogno di scalare tutti e 14 gli Ottomila senza ossigeno. Nel 2019 Nims Purja con la sua squadra ci ha messo 6 mesi e 6 giorni, abbattendo i record precedenti, pur con l'uso dichiarato dell'ossigeno sopra gli ottomila metri. Poi è arrivata Kristin Harila, ex campionessa di sci di fondo norvegese: nel 2023 insieme a Tenjen Lama Sherpa ha raggiunto le 14 vette in soli 92 giorni. Utilizzando l'ossigeno e facendosi aiutare dagli elicotteri per il trasporto dei materiali, come sottolineano i suoi detrattori. Criticata duramente da molti, accusata falsamente di non aver soccorso un portatore sul K2, in Vittoria e tragedia racconta la «sua» versione: la passione per l'alpinismo, la fatica, l'impegno, la gioia del successo e la tragedia seguita qualche settimana dopo: la morte di Lama e della sua cliente americana, travolti da una valanga sullo Shishapangma.