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Ritorno in Valdarno

Sottotitolo non presente

Descrizione

Il titolo recita "Ritorno in Valdarno" e fa subito pensare a un viaggio e a un ritorno fisici nei luoghi in cui l'io poetico narrante ha vissuto, ha operato e ha svolto buona parte della propria esistenza insieme alle persone più care. Invece, non si tratta di questo: "Ritorno in Valdarno" vuol essere un vero e proprio viaggio mentale, un vero e proprio ritorno, attraverso la memoria e il ricordo, nei luoghi dell'anima e del cuore per poterli immortalare ed eternare attraverso la parola poetica che - come ci ha insegnato Ugo Foscolo - vince di mille secoli il silenzio. Non si tratta, dunque, di un viaggio-ritorno verso un'Itaca fisica ma soltanto di un viaggio-ritorno verso un'Itaca mentale, dell'anima, che non è certo meno struggente e stringente di quello che Ulisse aveva cercato di realizzare in tanti anni di avventure e disavventure. Ritorno, quindi, da intendere, appunto, come nostos, come dolorosa nostalgia, come volontà-desiderio-struggente di recuperare un mondo e un tempo perduti, di cui si va alla proustiana ricerca per poterli afferrare una volta per sempre ed eternarli con la parola scritta. Dalla Prefazione di Salvatore La Moglie.
Ritorno in Valdarno
12,00

 
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