Per decenni ci hanno detto che il lavoro era la chiave per costruirsi un futuro. Oggi milioni di persone scoprono che non basta più: puoi lavorare a tempo pieno e restare comunque intrappolato nella povertà. In queste pagine si intrecciano statistiche ufficiali, storie e analisi approfondite per raccontare come il lavoro povero sia diventato una condizione strutturale, frutto di precise scelte politiche ed economiche. Dai rider ai ricercatori precari, dagli operai della logistica alle commesse sottopagate, emerge un quadro che smonta il mito della "flessibilità" come opportunità e ne rivela il volto di sfruttamento. Questo libro non si limita a denunciare: esplora i movimenti che si oppongono allo sfruttamento, le strategie individuali di resistenza e immagina un nuovo patto sociale in cui il lavoro torni a essere strumento di emancipazione e non una gabbia. Una lettura urgente e appassionata, per chi crede che dignità e giustizia non siano concessioni, ma diritti da conquistare.