La poesia di Luca Chiarei nasce dal contrasto tra uno sfondo storico e sociale drammatico e insieme banale e l'esperienza individuale consapevole: ridotta ai minimi termini, eppure paga di quel poco. L'orizzonte è quello cittadino di una Milano post-moderna, intessuta di incontri brevi dal ritmo convulso, su cui si stratificano ricordi labili. Su tutto, sull'aria malata, incombe il fantasma concreto della guerra - come non parlarne ora? Ai miti classici si sono sostituiti gli anti-miti. Si ha la sensazione di vivere nella realtà dipinta da Edward Hopper: fatta di lucide solitudini, di allucinate immobilità. Alle belle favole antiche non si crede più. È subentrato un presente indecifrabile, nel quale le azioni comuni della quotidianità, ripetute all'infinito, diventano quasi epiche in uno scenario di incertezza totale. (Alessandra Giappi)