Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Cosmi minimi

Sottotitolo non presente

Descrizione

Quarta silloge edita di Lucio Macchia, potrebbe definirsi come la raccolta della "svolta dell'immanenza", contraddistinta dalla radicalizzazione della prospettiva sul mondo come evento, come ecceità che, da sempre, vibra sotto i suoi brani, ma che ora emerge - consapevole, intesse il suo linguaggio, trama dentro i suoi versi. Determinante, per questo cambio di passo, il suo incontro (bene sarebbe parlare di innamoramento) con certa filosofia, in particolare quella deleuziana e merleau-pontiana, e con la psicanalisi (soprattutto quella di Lacan). Lucio ci consegna allora una poesia "cosmica" nel senso deleuziano del termine, una poesia che partecipa del caos ordinato del cosmo, una poesia dalla validità apodittica, dove il corpo si apre al mondo (Riflessione), dove si esiste sugli orli, sui bordi delle cose e «un semplice/vivere riaffiora/- liberato -/e ci accade/- nuovo.» (Evento), dove l'essere e il linguaggio tendono all'Aperto rilkiano in una resa conscia e dolcissima
Cosmi minimi
12,00

 
Photo gallery principale