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Ho scritto «duce» rosso sangue

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Descrizione

Si racconta la storia di quei 13mila bambini, di età compresa tra i 4 e i 15 anni, rimpatriati dalla Libia nel giugno del '40. Avrebbero dovuto godere di una vacanza in patria, per il tempo di una estate, per poi ritornare alle loro famiglie fortificati nel corpo e nello spirito. Furono accolti in 67 colonie GIL attrezzate di tutto punto. Ma la guerra prese una piega inaspettata e finita l'estate non poterono tornare a casa. La svolta arrivò nel '42, quando diventarono Organizzati e la vita per loro si fece più dura e militaresca. Attraverso le loro parole si ripercorrono tutte le difficoltà in cui incorsero: costretti a vivere in istituti come fossero orfani; nonché i diversi epiloghi, da quelli più fortunati che tornarono a casa prima che finisse la guerra, a quelli costretti a vivere per due anni nei campi profughi prima di potersi ricongiungere coi loro cari in Libia. Chi decise nel '42 la svolta autoritaria "organizzata" e per quale ragione? Le colonie divennero caserme, i giochi addestramenti, le prime vigilatrici furono sostituite ed integrate da nuove addette inviate direttamente dai fasci federali locali. Ora le vigilatrici avevano il compito di vigilare sulla formazione fisica, morale e spirituale di quei ragazzi che erano diventati agli occhi del regime una risorsa.
Ho scritto «duce» rosso sangue
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