In Italia la determinazione a ricostruire una nazione profondamente ferita, moralmente e materialmente, dal regime fascista, diede origine, all'interno del dibattito educativo-pedagogico, a un orientamento di ricerca incentrato sull'impegno civile e focalizzato sulla lotta all'analfabetismo di massa e sulla creazione di una rinnovata coscienza democratica. In questo vivace confronto, tra le forze che avevano animato la Resistenza e che si impegnavano nella ricostruzione nazionale, si distinsero rapidamente un fronte laico e uno cattolico. Questi due gruppi presentavano visioni differenti del concetto di democrazia da implementare nella futura Italia del "miracolo economico", portando a una contrapposizione reciproca. Dal rischio di tale visione dualistica non poteva non essere escluso il mondo dell'educazione e della formazione che divenne, suo malgrado, il campo di battaglia di un' accesa diatriba e di una corsa ad accaparrarsi le coscienze e i consensi delle giovani generazioni che fecero poi sentire la loro voce nelle proteste di piazza del 1968.