Le guglie del Cerro Chaltén (noto anche come monte Fitz Roy) e della sua cima sorella, il Cerro Torre, sono la pietra filosofale dei rocciatori. Alcuni le hanno amate, per altri sono state un'ossessione, altri ancora sono arrivati a odiarle come il capitano Achab odiava la balena bianca. Da quando Cesare Maestri affrontò il Cerro Torre per tornare solo, delirante, a raccontare una storia di conquista e di morte, cinque generazioni di alpinisti si sono succedute sul granito bianco dell'estrema Patagonia. Alpinisti parolai, alpinisti poeti. Alpinisti inquisitori o iconoclasti. Proletari, elitisti o straccioni. Le loro vicende convergono ai piedi del Chaltén, la montagna che fuma, sempre coronata da un ciuffo di nubi sfumate dal vento. E così la montagna si fa microcosmo del mondo. Sulle sue pareti si affaccia la storia. Contro il vento e la neve, l'umano scrive e riscrive il suo patto con la natura. Marco Lapenna, autore esperto di arrampicata su roccia e profondo conoscitore delle vette della Patagonia, ci guida in una scalata epica.