Lucy ha dodici anni quando viene violentata in un casolare abbandonato ai margini di una periferia italiana. Sergio, adolescente razionale e idealista, interviene armato. Insieme uccidono i due stupratori. È trascorso un lustro quando nello stesso territorio sette giovani violentano Sara Giannini. È prassi in quel contesto di omertà e di buio culturale, attribuire la responsabilità alle vittime. L'opinione pubblica tagliente imprime su Sara il marchio della vergogna. Gli stupratori superano indenni un processo condizionato dalla potente famiglia di un imputato. Sopraffatta dal dolore, Sara si suicida. Lucy e Sergio, uniti dal tempo in cui lui la difese, decidono di vendicarla. Studiano i movimenti del branco e uccidono due stupratori, ma un errore di Lucy costringe Sergio alla latitanza e interrompe la missione. In attesa che Sergio ricompaia, dopo un lungo sonno Lucy torna a combattere. Tra gli obiettivi non solo gli stupratori ancora vivi, ma chiunque abbia operato contro Sara. Nel mirino un branco fatto di persone, istituzioni e il sentire comune per cui "non era raro che le donne, manipolate dagli uomini, la pensassero come loro." Indaga l'ispettrice di polizia Daria Russo, vicina a Sergio nelle rispettive giovinezze. Le circostanze la portano davanti al bivio inevitabile: da un lato la legge scritta, dall'altro il proprio senso di giustizia.