Una donna misteriosa si aggira per le strade delle nostre città e campagne, o si introduce nelle aule delle nostre scuole, o si sposta in treno da una località all'altra. Compare d'improvviso e si ferma a conversare con occasionali e ignari interlocutori. È la Grammatica, eccezionalmente in forma umana, affabile e dialogante, lontanissima da quell'immagine tetra e pedante che molti di noi si trascinano fin dall'infanzia: una trama fitta di regole definite una volta per tutte, il cui scopo, più che descrivere la lingua che noi tutti usiamo nelle diverse circostanze della nostra vita, sembra quello di valutare e sanzionare, e con maggior rigore proprio le forme del parlato quotidiano che ci sono più abituali. Attraverso la forma del dialogo, di vecchia e nobilissima tradizione, la Grammatica parla di se stessa con dieci personaggi diversi, di varie età e varia cultura, ne smonta alcune certezze insinuando il tarlo del dubbio, suggerisce nuove prospettive, attiva curiosità, incoraggia domande su vecchi e nuovi dilemmi, sollecita e discute ipotesi di soluzioni, mette in moto il pensiero.