Le storie e le parole con cui alcune delle più grandi scrittrici italiane del Novecento si sono opposte alla dittatura e battute per la libertà. Nel 1943 Natalia Ginzburg affrontò con i figli un difficile viaggio verso Roma su un camion di soldati tedeschi abbandonando l'Abruzzo, in cui era stata al confino politico insieme al marito Leone: un terribile futuro li attendeva. Joyce Lussu partecipò alla lotta clandestina e poté dimostrare al marito Emilio Lussu, che non solo un rapporto di coppia era possibile, ma che poteva favorire le loro fughe. Fausta Cialente partecipò alla resistenza dai microfoni di Radio Cairo commentando gli eventi più importanti della guerra. Alba de Céspedes dovette scappare da Roma e affrontare una lunga faticosissima marcia sulle montagne, e diede voce alle donne attraverso le sue trasmissioni radiofoniche. Elsa de' Giorgi diventò scrittrice per testimoniare quanto accadeva a Roma durante il fascismo e poi durante l'occupazione tedesca tra i gerarchi e gli antifascisti. Lalla Romano aderì in Piemonte ai Gruppi per la difesa delle donne e svelò in Tetto murato i giorni speciali vissuti in clandestinità. Elsa Morante, ebrea da parte di madre, proprio nei giorni della razzia nazista del ghetto fece ritorno nella sua città nel tentativo di recuperare il manoscritto di Menzogna e sortilegio. Ognuna di loro ha lottato con ardore e una tenacia meravigliosa contro il regime per affermare la propria libertà di donna e di scrittrice.