"L'autrice paragona l'essere umano ad una rosa. Gli attribuisce un incessante sfiorire e rifiorire come se fosse necessario cadere, soffrire, abbandonarsi al dolore per rinascere più forti, diversi. Compito della poesia è lacerare quel sudario di apparenze in cui molte volte ci nascondiamo. È tirar fuori la nostra vera natura. E questo libro è uno squarcio deciso. È il grido di un'anima che incessantemente invoca la luce."