La silloge Dietro la tenda di Marialuisa Occhione si consegna al lettore come un attraversamento graduale e consapevole dell'interiorità, mediato da uno sguardo che non si limita a registrare il reale, ma lo filtra, lo interroga e lo restituisce sotto forma di visione poetica. Il titolo stesso si conferma chiave ermeneutica dell'intera raccolta: la "tenda" non è soltanto elemento materiale, ma dispositivo simbolico di separazione e rivelazione, soglia fragile tra ciò che appare e ciò che si cela, tra il visibile e l'intuibile. È in questo spazio liminale che prende forma la voce dell'autrice, una voce che procede per velature, accostamenti, scarti improvvisi, mai completamente esibita, ma sempre intensamente percepibile. Lo stile di Marialuisa Occhione si caratterizza per una forte tensione figurativa, in cui la parola tende costantemente all'immagine, e l'immagine si carica di valore semantico ed emotivo. Il dato sensoriale - luce, ombra, suono, consistenza - si rivela come il primo punto di accesso alla costruzione del verso, che si sviluppa poi in una dimensione simbolica più ampia.