La mia casa a Solito-Corvisea, è il luogo della memoria, dove abitano - ancora indelebili - le tracce dei ricordi più antichi. Come gemme preziose, riaffiorano alla mente per introdurre le storie che prendono vita sulla scena. Con un linguaggio semplice e diretto, Marina vuol raccontare sul palco la vita e le difficoltà che attraversano l'umanità, dando forma a un teatro civile che affronta tematiche sociali profonde e importanti, tipiche del teatro contemporaneo. L'opera si compone di nove monologhi, un corto teatrale e due atti unici. Questi ultimi scritti sono dei veri e propri copioni teatrali. Partendo dalle esperienze personali che li hanno ispirati, l'"Auttrice" (come ama definirsi) costruisce una serie di storie nelle quali convivono personaggi realmente vissuti ed altre figure frutto della pura immaginazione.