Gian Giacomo Trivulzio il «Magno» (1442-1518), condottiere, signore feudale, consigliere di due duchi di Milano, tre re di Napoli e tre re di Francia, è referente per sessant'anni di attività militari e di vita pubblica del ducato lombardo. Ascoltato, temuto e celebrato ai suoi tempi, ma consegnato da cronisti e storici a fama poco lusinghiera, se ne attendeva una riconsiderazione quale soggetto eminente per quanto controverso. In quest'opera ne vengono in luce inclinazioni caratteriali, passioni e incompatibilità. E ne emerge, in particolare, il sottofondo di scelte e disegni che lo distanzia non poco dai suoi contemporanei: dalla moderazione affinata dall'esperienza, all'abile creazione con mezzi pacifici dello «stato» proprio, all'instaurazione di alleanze durature con le III Leghe grigie e i XIII Cantoni svizzeri.