Il volume si incentra sul lavoro di promozione culturale che Cesare Pavese portò avanti negli anni Quaranta per Einaudi. Lo scrittore vide nella celebre Collana viola ("Collezione di studi religiosi, etnologici e psicologici") il suo massimo risultato editoriale. Tuttavia, essa fu osteggiata e persino incriminata dal PCI. Ecco perché l'opera contestualizza il progetto editoriale "viola" e ne considera le intrinseche qualità e criticità. Pavese minacciò Einaudi di mettersi in proprio pur di realizzarla. In queste pagine si capirà meglio come mai un tale ricatto fu, tanto per Pavese quanto per la tradizione editoriale e letteraria a lui successiva, necessario.