Con uno sguardo lieve e talvolta auto-ironico, Martina Marangon attraversa i territori del tempo e della memoria, della fragilità e della resistenza interiore. Le sue poesie si muovono tra il passato e il presente con passo meditativo e insieme luminoso, restituendo immagini che oscillano tra malinconia e stupore. Nei dettagli quotidiani, nelle relazioni sospese e negli spigoli del vivere, si accende una voce che non rinuncia alla leggerezza: resistenza sottile contro il dolore, e ricerca di una luce che abita l'ombra.