«Ma quale significato dare alla volontà di riproporre nel 2025 queste traduzioni? Che sia, nella congiunzione tra un tempo (i 'Settanta' del secolo scorso) che appare oggi remoto e un tempo (quello di Catullo) che, se è lontanissimo, sembra per tanti versi prossimo, o simile, al nostro, una scommessa con l'inesorabile passare degli anni? Forse è troppo. Meglio pensare che rileggere adesso, da vecchi o 'diversamente giovani', Catullo - il poeta per eccellenza della giovinezza - sia un giocare a rimpiattino col tempo che, destinato a vincere tutta la posta, consente però, con l'aiuto della scrittura, di testimoniare una continuità tra momenti diversi della propria vita e di portare un sassolino in memoria dei giorni che ci sono stati concessi [...] ». (dalla Premessa di Enrico Testa)