Il presente lavoro, composto da due saggi, vuol rappresentare un approfondimento inedito sulla figura e l'opera dell'architetto siciliano Paolo Amato (1634-1714): il primo saggio, redatto da Massimo Stevanella, indaga la filosofia dell'arte barocca come concepita da Amato, con una riflessione sul neoplatonismo e sul ruolo della tecnica come motore culturale e con l'analisi del trattato La nuova pratica di prospettiva quale compendio di teoria matematica e geometrica avanzata, anche tramite una disamina delle sue realizzazioni palermitane e il confronto con gli scienziati e gli artisti del suo tempo. Il secondo contributo, scritto da Giorgio Pannunzio, esamina il medesimo testo, ma concentrandosi sul proemio e mettendolo a confronto con quelli di altri trattatisti "prospettici", con un approccio di taglio multidisciplinare e fondato sulla critica delle fonti, in modo tale da illuminare il contesto culturale dell'opera ed evidenziarne l'originalità, i suoi riferimenti teorici e le relazioni da essa palesate con la tradizione europea.