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Fiori rossi dal treno

Sottotitolo non presente

Descrizione

La prima cosa che mi viene naturale scrivere, quasi di getto, pensando alla poesia di Maurizio Benedetti, è quanta forza ci sia nelle sue parole. La forza che le parole hanno da sole, senza bisogno di altro. Senza bisogno nemmeno della sua voce. Che pure è presente, partecipe in chi come me ha la fortuna di averlo ascoltato tante volte declamare, spesso a memoria, i suoi versi. Ma è necessario, qui, mettere da parte la voce, il corpo di Maurizio, e farsi invece trasportare solo dalla forza della sua poesia. Una forza presente anche in questa sua quinta opera (in un percorso iniziato nel 2006, con una raccolta breve, e poi consolidato nel tempo), dove (ri)emergono temi cari e situazioni di vita quotidiana che l'autore riesce a raccontare poeticamente con il tocco che contraddistingue la sua poesia: lo scarto, il rovescio del banale, la sorpresa, a volte anche la carezza lirica che si trasforma in pugno. (Dalla prefazione di Michele Obit)
Fiori rossi dal treno
12,00

 
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