Un uomo che non è più un uomo e vive solo attraverso il suo diario. Un filo sottile che lo tiene ancora legato alla realtà. Appunta meticolosamente le sue giornate alla ricerca di cibo, di sigarette, le spese fatte, gli incontri fortuiti con altri senzatetto al binario 17 la sua "casa" abituale, dove ogni mattina arriva il treno Parigi Roma. Solo sul treno trova qualcosa da mangiare e qui si svolge la quotidiana lotta alla sopravvivenza con gli altri senzatetto. I giorni scorrono uguali: i pensieri vanno alla sua amata Doina ai suoi figli unici fili che lo legano affettivamente alla realtà. Prega e ringrazia dio quando trova il coraggio di lasciare la stazione e avventurarsi a piazza Vittorio. Le giornate sono cadenzate dalla ricerca di oggetti: borse, specchi, pettine per noi cose comuni, per lui un minimo di sopravvivenza. I momenti di disperazione si alternano alla speranza e alla sua fede in Dio che gli dà la forza di continuare ad andare avanti. E i suoi continui conti con i meticolosi appunti sulle spese, il suo cruccio di non avere più soldi per i suoi bisogni personali. Il diario non finisce come del resto la vita di un senza tetto dove rimpianto e disperazione si uniscono.