Un eclettico personaggio che sembra uscito da una parodia pirandelliana, scrive versi alquanto iconici e ironici. Non esiste una parodia nelle sue poesie, ma un disincanto autonomo verso il fuori che non è più quell'immagine a lui specchiata. Incomprensibili e a volte surreali sillabe e apoteosi del tutto e del niente, come sedersi in un museo e ammirare per ore un'opera che sembra dirti tutto e invece non dice niente se non quello che l'autore voglia dire. Momenti in cui ti fermi a dialogare con il guardiano di una galleria d'arte perché non capisci la motivazione e lui ti racconta perché fosse lì in quel momento e tu ne sembri coinvolto