Nella società contemporanea, l'infanzia vive un fenomeno senza precedenti definito "indoorisation": una progressiva reclusione delle esperienze educative e ludiche entro spazi chiusi, artificiali e costantemente monitorati. Questa tendenza ha generato ciò che molti studiosi indicano come "disturbo da carenza di natura", un'alienazione che si riflette negativamente sulla salute psicofisica, sulla creatività e sulla capacità di astrazione. Come educatori, intendiamo l'Outdoor Education (OE) come una risposta politica e pedagogica a questa deriva, rivendicando la necessità di riconnettere il bambino con l'ambiente naturale. Non la consideriamo un semplice ritorno al passato, ma il riconoscimento della natura come ambiente di vita "normale" dell'essere umano, l'unico scenario capace di offrire quegli stimoli sensoriali e cognitivi necessari per uno sviluppo armonioso e integrale.