Roma, settembre 1943. I nazisti hanno occupato la Capitale, mentre la Repubblica Sociale Italiana semina terrore e repressione. La tensione è altissima. I carabinieri, accusati di fedeltà al re e della cattura di Mussolini, diventano il bersaglio di arresti, torture e deportazioni nei lager. Per resistere e combattere il nemico nasce la banda Caruso, un fronte clandestino composto da circa seimila uomini e donne, divisi tra guerriglia urbana e raccolta di informazioni segrete, pronti a sfidare il destino e a pagarne il prezzo più atroce. Guidati dal generale Filippo Caruso, i carabinieri si riorganizzano in una rete di resistenza efficiente e coraggiosa: affrontano gli occupanti nazisti e danno un contributo decisivo alla lotta contro il nazifascismo. Molti vengono catturati, pochi riescono a salvarsi: tra questi il padre dell'autore, protagonista di una rocambolesca fuga sui tetti. Dopo numerose azioni di guerriglia e sabotaggio, lo stesso generale Caruso viene arrestato e subisce torture feroci per essersi rifiutato di parlare. Ma prima di essere fucilato riesce a fuggire dalla famigerata caserma di via Tasso. Meo Ponte traccia un ritratto intenso, umano e rigorosamente documentato di un gruppo di carabinieri protagonisti di una pagina decisiva della storia italiana.