La crisi che stiamo vivendo è in primo luogo una crisi morale e intellettuale. Il nostro smarrimento è dovuto al fatto che non abbiamo più fiducia nelle nostre élites, che ci appaiono ormai impotenti, prigioniere del loro linguaggio tecnocratico arcaico e incomprensibile. Meno queste élites sono efficaci, meno sopportano la critica. Le società contemporanee sono bloccate da una crisi profonda dell'intelligenza. E' dunque ad una reale rivoluzione intellettuale che fa appello questo libro, perché si possa affrontare serenamente il prossimo futuro.