In una domenica di pioggia, Fabrizio Sangermano, uscito a caccia con la moglie Valeria nel napoletano, inciampa su un ramo ed esplode un colpo di fucile letale per la giovane. Giunto all'ospedale con la donna ormai morta, viene incarcerato, in attesa che si accerti la vera natura dell'incidente. Tutti i parenti dell'uomo sono convinti che Fabrizio non possa essere colpevole, mentre la ricca famiglia di Valeria, milanese, non si è ancora fatta sentire, nonostante i telegrammi dei Sangermano. Da una prima ricostruzione, sembra che i rapporti tra i coniugi fossero abbastanza tesi; Fabrizio è un uomo fragile, inetto nello studio e nel lavoro, e pare che Valeria fosse piuttosto contrariata dalla situazione, arrivando a offendere a più riprese il timido marito. Il processo diventa il fulcro narrativo attraverso cui emergono tensioni, ipocrisie e silenzi.