Il volume ripercorre la biografia artistica di Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il premio Nobel per la Letteratura, nel 1926. La sua produzione - frutto di un'innata vocazione alla scrittura - rappresenta un crescendo, dalle prime prove, inesperte e convenzionali, verso un ampio corpus di racconti e di romanzi che discendono da una poetica attenta ai temi della colpa, del rimorso e dell'ineluttabilità del destino, raffigurazione intensa e partecipata della condizione umana. Autrice di grande modernità, creatrice di una produzione al di fuori dei canoni e, perciò, difficile da inquadrare in uno qualsiasi dei movimenti letterari a lei contemporanei, è stata una vera e propria scrittrice professionista, consapevole di tutti i meccanismi della nascente industria culturale, come dimostra l'ampia corrispondenza con editori, traduttori e intellettuali.