La pubblicazione del volume accompagna una serie di iniziative che, entro l'anno, riguarderanno in contemporanea l'opera pittorica di Gabriella Patti, artista da poco scomparsa: una mostra di oli e acrilici organizzata dal Museo Riso, museo regionale siciliano d'arte moderna e contemporanea, nella cappella dell'incoronata di Palermo (itinerario UNESCO arabo-normanno) sul tema del rapporto pittura-poesia; una mostra di acquerelli presso il Museo del Disegno (una delle cinque 'home gallery' italiane) curata da Nicolò D'Alessandro; una mostra dei monotipi presso la Sala Almeyda dell'Archivio Storico Comunale di Palermo. I monotipi del libro sono stampe, prove uniche che l'artista ha eseguito dopo la richiesta di elaborarne una serie su un aspetto della città storica di Palermo; costituiscono un momento inedito del suo percorso di ricerca, personale al punto che molte delle stampe non recano firma e data (risalgono al 1997). Mancando il titolo in molte di esse, si è scelto di rilegarle con i "Monopensieri" di Piero Carbone, poeta che aveva già collaborato con l'artista: nel libro, scrittura e immagine offrono così la fascinosa visione-lettura di un cadenzato, simultaneo colloquio. La mostra di Palazzo Riso sarà curata dal direttore del Museo delle Trame Mediterranee - Arte Contemporanea di Gibellina, preludio per l'acquisizione di tutte le opere della Patti da parte dell'importante polo museale nel 2026, anno in cui Gibellina sarà capitale italiana dell'arte contemporanea.